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BLOG - THE GOSSIP

Mercoledì 14 Novembre 2018

Le misure agrarie

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Le misure agrarie dall’antichità si sono modificate nel tempo e in relazione ai costume ed usi della zona geografica, assumendo nomi e valori diversi. Con lo sviluppo del commercio di diversi beni, sia di consumo che di compravendita, gli antichi iniziarono ad utilizzare differenti unità di misura, in base al tipo e allo stato fisico di un certo bene. Solitamente ogni zona territoriale aveva i propri strumenti e le proprie unità di misura, e di conseguenza erano imprecisi e non corrispondevano quindi alle unità di misura di altre zone: per questo l’espansione del commercio in tante zone era abbastanza complicato.

Per questo le comunità sia nazionali che internazionali deciso di intervenire per favorire gli scambi commerciali. Per le estensioni vi sono diversi tipi di unità di misura. Il tomolo è un’antica unità di misura utilizzata in molte provincie italiane meridionali come Agrigento, Catania, Catanzaro, Lecce, Palermo, ecc... Il valore del tomolo non è un valore preciso, varia da provincia a provincia: passa infatti dagli 8.516 mq ai 1.091 mq per esempio; vale 62,57 are. Vi era poi lo stoppello che valeva 1/8 di tomolo, quindi 7,8 are, ed anche questo era abbastanza impreciso siccome cambiava facilmente valore da una zona all’altra. In alcune zone era pari a 1072 mq di terreno. Un’altra misura di estensione era il mezzetto che era mezzo tomolo e cioè 31,28 are. Altre unità di misura sono, ad esempio, la canna che è un’unità di lunghezza il cui valore varia da località a località e che approssimativamente è di 2,64550 metri; il palmo, equivalente a esattamente 26,6 centimetri ; il miglio, equivalente a 700 canne; il passo, equivalente a 4 palmi; l’ordine, corrispondente a 171,50 mq.

 

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